Piano dell’Offerta Formativa

PREMESSA

 

CHE COSA E’ IL PROGETTO EDUCATIVO

Il PROGETTO EDUCATIVO (P.E.) riportato in questo documento, è uno dei requisiti richiesti dalla Norma per la Parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione: “Il progetto educativo indica l’eventuale ispirazione di carattere culturale e religioso”. Legge 10 marzo 2000 n.62, art. 3”

E’ parte fondante della nostra scuola parrocchiale e parte integrante del PTOF e richiama pienamente i dettati della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.) per il decennio 2010-2020 all’ “EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO“, compreso quanto previsto per l’Insegnamento della Religione Cattolica (I.R.C.), con i riferimenti alla Intesa 2012 tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica (C.E.I) e con riferimento alla Carta Formativa della Scuola cattolica dell’infanzia, card. Caffarra 2009.

CHE COSA E’ IL PTOF

Il presente Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), relativo alla Scuola dell’Infanzia “Benedetto XV”, è elaborato ai sensi di quanto previsto dalla legge 13 Luglio 2015 n° 107, recante la “Riforma del Sistema Nazionale e Formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”

Il Piano è stato elaborato dal Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal Gestore e dal Comitato di gestione.

E’ pubblicato sul sito della scuola www.scuolainfanziabenedettoxv.it

IDENTITÀ’

La Scuola dell’Infanzia Benedetto XV è gestita dalla Parrocchia San Martino di Bertalia della diocesi di Bologna, è situata nella periferia nord nel quartiere Navile in via Bertalia 49/2. Ha una storia centenaria: la congregazione delle Suore Mantellate Serve di Maria di Treppio Pistoia, chiamate a Bologna per aprire una scuola femminile nella parrocchia e per assistere le figlie dei braccianti e le bambine rimaste orfane, l’ha gestita sin dal 1878. Dal 1999 è diventata di gestione Parrocchiale, giuridicamente rappresentata dal parroco pro-tempore, il quale ne ha anche la rappresentanza legale. L’ente Parrocchia San Martino di Bertalia è anche il proprietario dei locali nei quali la scuola svolge la propria attività.

La scuola dell’infanzia Benedetto XV:

  • ha ottenuto il riconoscimento di scuola paritaria con DM n. 3088/127 del 5 giugno 2001 ai sensi della legge 62/2000, in data 25 luglio 2001
  • è aderente alla Fism di Bologna (Federazione Italiana Scuole Materne)
  • ha stipulato la Convenzione con il Comune di Bologna
  • svolge un Servizio Pubblico e ha come riferimento le Indicazioni Nazionali per il Curricolo della scuola dell’infanzia e del Primo ciclo di istruzione date dal MIUR (Ministero Istruzione, Università, Ricerca) nel settembre 2012 e nuovo documento integrativo “Indicazioni nazionali e nuovi scenari 2018” in risposta al diritto dei bambini di educazione e cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’Infanzia e nei documenti dell’Unione Europea.

IL LEGALE RAPPRESENTANTE/GESTORE

  • Il Gestore è colui che esercita funzioni direttive nell’ambito della Scuola dell’Infanzia paritaria, assumendo le conseguenti responsabilità amministrative, civili e, in caso di violazione delle norme, anche penali.
  • Nella fattispecie delle scuole dell’infanzia paritarie FISM, la dirigenza gestionale fa capo al “legale rappresentante/gestore” della scuola, che è il parroco pro-tempore.
  • Nella gestione il legale rappresentante è coadiuvato dal CONSIGLIO DI GESTIONE che  è   formato

dal parroco pro – tempore (gestore), dalla coordinatrice gestionale e da 5 consiglieri scelti dal gestore per coadiuvarlo nella gestione.

FONDAMENTI IDEALI

“…… affinché si produca un’azione educativa sono necessari almeno due individui. L’educazione è un fatto

spirituale-personale; perciò parliamo di incontro educativo. Mi piace definire l’educatore come persona dedita all’incontro a un duplice livello: è colui che <tirafuori ciò che sta dentro> e, al tempo stesso, colui che esercita l’autorità. Nel senso etimologico del termine, ovvero <chi nutre e fa crescere> (auctoritas, dal latino augere)[1].

La Scuola dell’Infanzia Paritaria Benedetto XV è una scuola di Ispirazione Cattolica per bambini dai 3 ai 6 anni.

La nostra Scuola riconosce ogni bambina e bambino come persona unica ed irripetibile, portatrice di bisogni e di diritti, di cultura e di storia personale che necessitano di rispetto, accoglienza e valorizzazione ed individua in ogni bambina e bambino una spinta vitale immensa ed una dimensione innata di trascendenza che chiedono di essere alimentate nei valori della speranza, della gioia, della tenerezza e della fratellanza secondo il messaggio del Vangelo di Gesù Cristo che ispira l’agire educativo. Accoglie le diversità, come una ricchezza per valorizzare e promuovere l’identità personale e culturale di ciascuno.

Le nostre scelte educative sono infatti riferite ad una visione cristiana della vita, integrata ad una “pedagogia dell’umanesimo”.

Il bambino è la persona al centro del nostro agire educativo perché in esso riconosciamo la fragilità e la grandezza dell’essere umano. Crediamo che tutti i bambini abbiano il diritto di crescere in una famiglia ed in un ambiente educativo positivo, rassicurante e stimolante per i loro bisogni evolutivi, a garanzia della serenità e fiducia nella vita che matureranno giorno dopo giorno.

Intendiamo sostenere pertanto i bambini nel diritto a vivere l’infanzia, ad essere rispettati nei loro naturali tempi e fasi di crescita, ponendo attenzione a differenziare i loro bisogni dalle aspettative e bisogni degli adulti, attraverso spazi, esperienze ed interventi educativi specifici per la loro fascia di età.

É una scuola inclusiva, cioè capace di vera accoglienza dove si impara a vivere con le differenze e le diversità perché, il rispetto, la partecipazione e la convivenza non sono solo parole, ma essenza stessa della nostra scuola.

Riconosciamo nei bambini il diritto a scoprire la propria personalità e le proprie attitudini attraverso esperienze di gioco, di contatto con la natura e i suoi elementi, attraverso i linguaggi del corpo, dell’arte, del teatro, della danza e della musica.

La nostra Scuola, in collaborazione con le famiglie a cui spetta il primato dell’educazione, concorre con responsabilità, con pensiero riflessivo e con competenza, a formare, nei futuri cittadini, donne e uomini di buona volontà, della comunità civile in cui cresceranno, la capacità di esprimere i loro talenti ed il desiderio di costruire ed abitare un mondo migliore.

L’IMPEGNO EDUCATIVO

La nostra Scuola dell’Infanzia progetta la propria azione formativa secondo il quadro di riferimento istituzionale e nella valorizzazione della propria autonomia scolastica. L’esperienza alla scuola dell’infanzia si fonda principalmente nella valorizzazione del gioco in tutte le sue forme spontanee e strutturate.

Molteplici sono le occasioni di apprendimento che favoriscono un positivo clima di esplorazione e di ricerca nel quale si attivano adeguate strategie di pensiero. Il ricorso a varie modalità di relazione rende possibile la condivisione delle esperienze vissute dal bambino indispensabile per il suo sviluppo armonico e integrale.

La nostra scuola dell’infanzia individua nella metodologia dello sfondo integratore, lo strumento di riferimento per la progettazione educativa. Esso si avvale di una trama narrativa fantastica o reale che motiva l’apprendimento e conferisce significato alle esperienze. Lo sfondo è il medesimo per tutte le sezioni, ma variano, per ciascuna fascia di età, gli obiettivi programmati.

La progettazione degli spazi all’interno delle sezioni si rifà alla prospettiva ecologica dello sviluppo umano ponendo attenzione alla definizione dei centri di interesse, angoli più o meno strutturati, che permettono al bambino di scegliere su invito dell’insegnante o autonomamente le attività, differenziando e sviluppando i propri interessi.

Inoltre, la scuola dispone di spazi interni (salone) ed esterni (giardino) adibiti ad attività libere e laboratoriali dove sono favoriti gli scambi tra le diverse età.

Si impegna a concretizzare i principi sopra espressi attraverso:

  • La coerenza dell’essere e del fare educativo di insegnanti, educatori ed operatori che, con responsabilità etica, curano la propria adesione e motivazione personale, la formazione permanente ed il confronto collegiale.
  • Le scelte organizzative, metodologiche e didattiche contestualizzate verso i reali bisogni educativi dei bambini e sostenute da scienze pedagogiche e da processi di ricerca/ azione.
  • La ricerca di strategie e risorse per favorire l’integrazione e l’inclusione di tutti i bambini, in particolar modo quelli provenienti da altre culture, disabili e con con Bisogni Educativi Speciali in base alla direttiva C.M. del MIUR n° 8 del 6 marzo 2013.
  • L’attenzione alle indicazioni valoriali e normative espresse nei documenti che la Chiesa e le Istituzioni civili danno per qualificare al meglio l’azione socio educativa e formativa della Scuola dell’infanzia Italiana.
  • Il dialogo con le famiglie, con gli enti locali ed il territorio per favorire una corresponsabilità educativa condivisa e sinergica, nella convinzione che insieme è possibile essere per i bambini una “buona comunità educante”.
  • La partecipazione delle famiglie: la Scuola dell’Infanzia è partner della famiglia nella crescita formativa delle bambine e dei bambini che accoglie. Con essa intende costruire un’alleanza

educativa nel rispetto dei diversi ruoli e nel riconoscimento della ricchezza che deriva dal dialogo e dal confronto.

“I primi fondamentali soggetti dell’educazione sono i genitori. La Scuola si pone non come loro sostituto, ma come loro aiuto. L’avventura educativa nella scuola cattolica inizia da un vero e proprio «patto educativo» siglato coi genitori.”

(Carta Formativa della scuola cattolica dell’infanzia – Chiesa di Bologna – Card. Caffarra 2009)

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (P.T.O.F.) attua e da vigore al Progetto Educativo (P.E.), documento fondante delle nostre scuole dell’infanzia paritarie, in armonia con i principi della Costituzione Italiana.

Il P.T.O.F. intende favorire il pieno sviluppo delle potenzialità dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia “Benedetto XV”, in un adeguato contesto cognitivo, ludico e affettivo, garantendo, così, il loro diritto ad avere pari opportunità di educazione, di cura, di relazione, di gioco e d’istruzione anche attraverso l’abbattimento delle disuguaglianze e le eventuali barriere territoriali, economiche, etniche e culturali per attuare una vera inclusione, favorendone la crescita armonica.

Il P.T.O.F

  • Riflette le esigenze del contesto territoriale locale nei suoi aspetti culturali, sociali ed economici.
  • É strutturato per il triennio 2016 – 2019 (L.107/2015) con spazio per adeguarsi annualmente, attraverso l’aggiornamento delle sue parti in relazione alle nuove esigenze e alle nuove normative
  • É elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle indicazioni di gestione e di amministrazione definite dall’ente gestore.
  • É approvato dal Consiglio di gestione e “La scuola al fine di permettere una valutazione comparativa da parte delle famiglie, assicura la piena trasparenza e pubblicità dei piani triennali dell’offerta formativa, che sono pubblicati nel Portale unico di cui alla legge 107/2015 comma 136. Sono altresì ivi pubblicate Tempestivamente eventuali revisioni del piano triennale’ (Legge 107/2015, comma 17).
  • Le famiglie sono informate di questo fondamentale documento indicando loro dove possono prenderne visione, inoltre viene condiviso nel momento dell’iscrizione e nelle assemblee di inizio anno scolastico.

Il PTOF è uno strumento di pianificazione e si propone obiettivi su base pluriennale, che trovano progressiva realizzazione nelle progettazioni annuali, mantenendo la sua caratteristica di flessibilità: è uno strumento “aperto”, pertanto nel corso del triennio saranno possibili integrazioni e modifiche annuali, da assumere con la stessa procedura che la legge 107/2015 prevede per l’adozione e l’approvazione del documento generale in base:

  • agli esiti dell’autovalutazione;
  • ai profondi cambiamenti che interessano la scuola;
  • ai nuovi bisogni che emergono dall’utenza;
  • ai nuovi bisogni che emergono dal territorio in cui la Scuola svolge la sua funzione educativa e formativa;
  • ad eventuali nuove proposte;

Il PTOF è il documento che richiama al principio di corresponsabilità ed alleanza educativa tra Famiglia e Comunità Educante (Legale Rappresentante/ Coordinatrici, Docenti, Educatrici, Personale non Insegnante, Volontari) intesa come assunzione di precisi stili educativi e compiti per il conseguimento delle finalità condivise con le famiglie.

La nostra scuola è situata nella parte ovest del quartiere Navile nella zona chiamata “Lame”. Da alcuni anni il continuo afflusso di nuove famiglie, eterogenee per provenienza, composizione e cultura, il collocamento sul territorio di abitazioni per l’emergenza abitativa, ha determinato e determina cambiamenti importanti del tessuto socio-culturale del territorio in cui la scuola si trova.

La nostra scuola dell’Infanzia paritaria promuove sia il senso di appartenenza sia la partecipazione attiva nell’ottica di una cittadinanza che supera i confini territoriali, è aperta al futuro e ai cambiamenti e si fonda sul rispetto reciproco, sulla convivenza, sulla collaborazione e cooperazione.

La prospettiva culturale verso la quale si tende è quella di una effettiva realizzazione di un sistema integrato con le opportunità formative presenti sul territorio.

La nostra scuola favorisce oltre che l’essenziale alleanza educativa con la famiglia, anche la collaborazione con i Servizi Comunali preposti (Istruzione, Servizi Sociali, Sicurezza…), la Comunità Parrocchiale, l’Azienda Sanitaria Locale e partecipa agli incontri dalla Fism di Bologna.

Educare in un mondo che cambia

Il mondo che cambia è lo scenario in cui si inserisce l’azione educativa della nostra realtà scolastica. In una società caratterizzata dalla molteplicità di messaggi e dall’incapacità di assicurare riferimenti affidabili, la finalità educativa che ci poniamo si proietta verso la ricerca continua di risposte adeguate agli interrogativi che riguardano l’esistenza di ciascun individuo.

Mete educative

“La scuola dell’infanzia paritaria, liberamente scelta dalle famiglie, si rivolge a tutti i bambini dai 3 ai 6 anni di età ed è la risposta al loro diritto di educazione ”.

La scuola dell’Infanzia, concorre all’educazione di ciascun bambino promuovendo:

  • la relazione
  • l’autonomia
  • la creatività
  • apprendimento

Tali mete educative sono perseguite attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di apprendimento di elevata qualità, garantito dalla professionalità dei docenti e dal dialogo sociale ed educativo con la comunità.

Alla luce delle finalità generali indicate da leggi, norme dello Stato Italiano e del proprio Progetto Educativo, la nostra Scuola si impegna a creare le condizioni perché ogni bambino possa sviluppare tutte le sue potenzialità e pone le basi perché ognuno possa realizzare il proprio progetto di vita.

Sviluppo dell’identità:

“ Vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, stare bene, essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparare a conoscersi ed essere riconosciuti come persona unica e irripetibile. Vuol dire sperimentare diversi ruoli e forme di identità: quella di figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante in un territorio, membro di un gruppo, appartenente a una comunità sempre più ampia e plurale, caratterizzata da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli”

Sviluppo dell’autonomia:

“Avere fiducia in sé e fidarsi degli altri, provare soddisfazione nel fare da sé e saper chiedere aiuto o   poter esprimere insoddisfazione e frustrazione elaborando progressivamente risposte e strategie; esprimere sentimenti ed emozioni; partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte e ad assumere comportamenti e atteggiamenti sempre più consapevoli.”

Sviluppo della competenza:

“Giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, fatti; significa ascoltare, e comprendere, narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni ed esperienze e tradurle in tracce personali e condividere; essere in grado di descrivere, rappresentare e immaginare, “ripetere”, con simulazioni e gioco di ruoli, situazioni ed eventi con linguaggi diversi ”

Sviluppo del senso di cittadinanza:

“ Scoprire l’altro da sé e attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro bisogni; rendersi sempre meglio conto della necessità di stabilire regole condivise, implica il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla reciprocità dell ’ascolto, l’attenzione al punto di vista dell ’altro e alle diversità di genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti; significa porre le fondamenta di un comportamento eticamente orientato, rispettoso degli altri, dell ’ambiente e della natura.”

Queste finalità hanno come obiettivo la formazione integrale del bambino come soggetto di diritti inalienabili, inserito nella società attraverso rapporti fraterni con gli altri e con un progressivo senso di responsabilità e costruzione di sé come figlio di Dio.

 

La nostra Scuola dell’Infanzia, d’ ispirazione cristiana, intende la PERSONA come VALORE IN SÉ, in tutte le sue dimensioni (fisica, affettiva – relazionale, sociale, cognitiva) armonizzate ed integrate dalla visione religiosa; in cui la libertà è processo, conquista e presupposto all’inserimento attivo e responsabile nella società e in cui la vita è orientata all’incontro con Dio

Inoltre, riconosce i bisogni dei bambini come:

  • bisogno di accoglienza e di riconoscimento (essere qualcuno per qualcuno);
  • bisogno di valorizzazione e di benessere e autonomia (avere e dare amore, attenzione);
  • bisogno di conoscenza e di spiritualità (conoscere il mondo, esplorando la realtà ma     anche e

soprattutto dando un senso, un significato su più livelli di questa realtà);

bisogno di autorealizzarsi.

La nostra SCUOLA DELL’INFANZIA è:

  • ambiente in funzione del bambino in cui i rapporti umani mediano lo sviluppo della socialità, dell’autonomia, della creatività, della religiosità;
  • luogo caratterizzato da un clima di affettività positiva e gioiosità ludica;
  • ambiente che integra l’opera della famiglia e del contesto sociale;
  • ambiente che accoglie ed integra le “diversità”;
  • ambiente in cui si lavora con professionalità, intenzionalità e flessibilità.

Lo stile dell ’accogliere

L’ingresso alla scuola dell’infanzia costituisce l’inizio di un nuovo cammino, che vede il bambino il più delle volte alla sua prima esperienza nel sociale, in un nuovo ambiente e in relazione con persone che non appartengono al suo contesto familiare e nel quale si attiva quindi una nuova percezione dell’io. L’accoglienza pone le basi per una fattiva collaborazione scuola-famiglia, facilita il processo di “separazione” dall’adulto, particolarmente delicato per i più piccoli, consolida il processo di “differenziazione ed individuazione” che è condizione indispensabile e preliminare per l’avvio del processo di socializzazione.

La necessità dei bambini più piccoli di trovare anche all’interno dell’ambiente scuola un «ancoraggio» forte all’adulto, simile a quello dell’ambiente familiare, porta ad una personalizzazione dell’accoglienza di ciascun bambino, prevedendo riti, tempi e spazi di attenzione individuale.

Le implicazioni affettive ed emotive sia della componente bambino sia della componente genitore, alla quale va data la necessaria attenzione, portano a prevedere le seguenti modalità:

  • incontro preliminare insegnanti-genitori per fornire informazioni sul metodo educativo-didattico, sull’organizzazione della scuola e per rassicurazioni sull’ambiente che accoglierà il loro bambino;
  • incontro individuale genitori-insegnanti per una reciproca conoscenza e una prima raccolta d’informazioni relative al bambino e alla sua famiglia.

Il periodo dedicato all’accoglienza e all’inserimento non scandisce solo l’inizio dell’anno scolastico, ma costituisce l’essenza dell’esperienza educativa delle relazioni, il presupposto di tutto il cammino scolastico. L’accoglienza per i bambini nuovi frequentanti prevede un inserimento graduale che può variare in base al numero dei bambini e alla loro risposta ambientale ed emotiva.

Lo stile dell ’includere

La nostra scuola è una scuola inclusiva, cioè capace di vera accoglienza dove si impara a vivere con le differenze e le diversità perché, il rispetto, la partecipazione e la convivenza non sono solo parole, ma essenza stessa della nostra scuola. Accogliere, inoltre, le diversità, come una ricchezza per valorizzare e promuovere l’identità personale e culturale di ciascuno.

  • – Le diverse abilità e i bambini diversamente abili La scuola:
  • accoglie ogni bambino nella consapevolezza che è portatore della sua storia e deve trovare nella scuola capacità di ascolto e di proposta.
  • valorizza le potenzialità e le abilità di ogni alunno, dando loro l’opportunità       di    procedere

serenamente nel percorso educativo sentendosi accolto, valorizzato                e messo nelle condizioni di dare

tutto ciò che può.

Particolare attenzione viene data ai bisogni speciali dei bambini organizzando una corretta assistenza, ma, soprattutto, guardando ai loro diritti:

  • ad essere accolti, valorizzati, amati;
  • a vivere in modo diverso gli stessi diritti di tutti gli altri bambini;
  • ad essere messi in condizione di dare il meglio di sé stesso;
  • a trovare risposte ai loro bisogni educativi speciali;
  • a sentirsi uguali e diversi.

Per questo accanto alle attività in sezione, si prevedono attività sia in piccolo gruppo, sia individuali con il sostegno dell’insegnante di sezione e dell’educatore per offrire proposte personalizzate e individualizzate sulla base degli effettivi bisogni educativi.

Per ciascun bambino diversamente abile la scuola deve avere la diagnosi clinica e funzionale e la Certificazione di Integrazione Scolastica ed alla luce di questi documenti, in collaborazione con la famiglia e con gli specialisti del servizio territoriale di Neuropsichiatria infantile, predispone il profilo dinamico funzionale (PDF) da cui discende il Progetto Educativo Individualizzato (PEI).

La scuola pertanto fa riferimento e rispetta quanto definito dall’Accordo di Programma Metropolitano per l’inclusione scolastica e formativa dei bambini, alunni, studenti con disabilità – 2016-2021 – Legge 104/92. La collaborazione con l’Ente Locale è volta ad assicurare la figura educativa prevista dall’Accordo e dalla relativa normativa.

Particolare importanza viene data alla collaborazione con la famiglia e con gli specialisti che seguono il bambino e per questo vengono predisposte ore dedicate al lavoro di équipe tra le diverse figure coinvolte nel processo di cura, educazione e riabilitazione.

La scuola dell’infanzia “Benedetto XV” ha aderito al Protocollo provinciale per la somministrazione di farmaci in contesti extra-familiari, educativi, scolastici o formativi del 17 Aprile 2013 /(Provincia di Bologna) che prevede procedure specifiche per la somministrazione di farmaci da parte del personale scolastico ammesso e solo nel rispetto di tale Protocollo.

  • – Bambini stranieri e sguardo interculturale.

La presenza di bambini e famiglie che provengono da altre nazioni e altre culture ci pone di fronte alla nostra storia, obbligandoci a riflettere sui fondamenti della nostra cultura e ci ricorda che ognuno di noi è portatore di una sua storia che ha contribuito e contribuisce allo sviluppo della sua identità.

La scuola si apre ad un territorio che ha visto il passaggio da una società monoculturale ad una società multiculturale.

Incontrarsi attorno al valore della persona e aprirsi all’incontro tra culture significa costruire insieme una società interculturale.

La scuola assume come strategia e linea guida lo sguardo interculturale che apre al dialogo mettendo al centro la persona e valorizzando la storia di ognuno per costruire una storia comune di cui ogni bambino è una parola importante. La diversità di ognuno diventa, allora, risorsa e ricchezza per tutti.

Modalità per l’accoglienza dei bambini stranieri:

  • Vengono attivati momenti di conoscenza del bambino e della sua famiglia.
  • Si concordano, possibilmente e se necessario, con l’aiuto di un mediatore culturale, le modalità dell’inserimento nella scuola.
  • Viene fatto conoscere l’ambiente e spiegate le sue regole.

La priorità degli interventi didattici, accanto all’accoglienza e alla socializzazione, sarà centrata sulla conoscenza della lingua italiana per permettere la relazione e la partecipazione alle attività specifiche svolte in sezione.

Il collegio dei docenti elabora ogni anno scolastico, la progettazione educativa e didattica (tenendo presenti anche gli elementi del contesto circostante: modelli culturali, storie individuali, ambiente), che ha lo scopo primario di proporre una traccia che orienta il percorso formativo.

Il punto di partenza per qualsiasi progettazione educativa e didattica è l’osservazione dei bambini nei primi mesi di scuola, che consente d’individuare le modalità e i contenuti più adeguati al processo di apprendimento.

La scuola è un luogo educativo in cui le scelte organizzative didattiche devono sempre avere come motore il bambino come persona e i suoi diritti.

La progettazione può essere aggiornata e/o adeguata in ogni momento dell’anno scolastico per contenuti ed obiettivi d’apprendimento, viene spiegata, condivisa e consegnata alle famiglie nell’assemblea generale che si svolge nel mese di ottobre, viene conservata agli atti della scuola ed è a disposizione di chi intenda prenderne visione.

Le attività didattiche si svolgono con diverse modalità:

  • attività di sezione
  • attività di intersezione
  • attività in laboratorio

Ognuna offre diverse opportunità per il bambino di fare esperienze sia a piccolo che a grande gruppo, sia per età omogenee che eterogenee.

La progettazione educativa e didattica si declina in obiettivi specifici, che hanno come riferimento i Campi di Esperienza indicati dalle Nuove Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’infanzia e del Primo Ciclo d’istruzione – 2012.

  • “Campi di Esperienza” sono cinque:
  • IL SE’ E L’ALTRO
  • IL CORPO E IL MOVIMENTO
  • IMMAGINI, SUONI E COLORI
  • I DISCORSI E LE PAROLE
  • LA CONOSCENZA DEL MONDO

Essi offrono un legame tra l’esperienza vissuta prima dell’ingresso nella scuola dell’infanzia e quella successiva nella scuola primaria; sono opportunità di riflessione e di dialogo attraverso le quali i bambini vengono progressivamente introdotti nei sistemi simbolici e culturali.

Nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppo della competenza suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare piste di lavoro per organizzare attività ed esperienze volte a promuovere la competenza, che a questa età va intesa in modo globale e unitario.

L’organizzazione del curricolo per “campi di esperienza” consente di mettere al centro del progetto educativo le azioni, la corporeità, la percezione, gli occhi, le mani dei bambini. Un fare e un agire, sia individuale sia di gruppo, che favorisce esperienze […] capaci di evocare, stimolare, accompagnare apprendimenti progressivamente più sicuri.[2]

Gli Obiettivi educativo-didattici e le attività previste per ogni campo d’esperienza si declinano annualmente in base alla progettazione educativo-didattica scelta ed ai bisogni dei bambini individuati in base all’osservazione sistematica e continuativa che svolgono i docenti.

Profilo delle competenze del bambino

Al termine del percorso triennale della Scuola dell’Infanzia, è ragionevole attendersi che ogni bambino abbia sviluppato e raggiunto competenze di base che strutturano la sua crescita personale:

  • Conosce e gestisce le proprie emozioni, è consapevole di desideri e paure, avverte gli stati d’animo propri e altrui, sviluppa un’intelligenza “empatica”.
  • Consolida la propria autostima, diventa progressivamente consapevole delle proprie risorse e dei propri limiti, utilizza gli errori come fonte di conoscenza.
  • Sviluppa la curiosità e la voglia di sperimentare, interagisce con le cose e le persone percependone le reazioni e i cambiamenti.
  • Condivide esperienze e giochi, usa strutture e risorse comuni, gestisce gradualmente i conflitti e le regole del comportamento nei contesti “privati” e “pubblici”.
  • Sviluppa l’attitudine a porre domande, cogliere diversi punti di vista, riflettere, negoziare significati.
  • Racconta narra e descrive situazioni ed esperienze vissute, comunica e si esprime con pluralità di linguaggi, utilizza la lingua italiana con sempre maggiore proprietà.
  • Padroneggia abilità di tipo logico, si orienta in relazione a coordinate spazio – temporali nel mondo dei simboli, delle rappresentazioni, dei media e delle tecnologie.
  • Rileva le caratteristiche principali di eventi, oggetti, situazioni, formula ipotesi, ricerca soluzioni a situazioni problematiche di vita quotidiana. E’ attento alle consegne, si appassiona, porta a termine il lavoro, diventa consapevole dei progressi realizzati e li documenta.
  • Si esprime in modo personale, con creatività e partecipazione, è sensibile alla pluralità di culture, lingue ed esperienze.

La proposta educativa tiene conto anche dell’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA (IRC.)

«La scuola dell’infanzia concorre all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini» (L. 53/03, art. 2e).

Essa fa parte del “sistema educativo di istruzione e formazione ”, il quale prevede per i suoi principi i criteri direttivi, anche “ilconseguimento di una formazione spirituale e morale” (art. 2b).

Il Progetto Educativo della scuola cattolica paritaria è caratterizzato con aspetti specifici della sua proposta culturale: la scuola è cattolica in quanto fa riferimento “alla vera concezione cristiana della realtà. Di tale concezione Gesù Cristo è il centro. Questa identità viene condivisa con i genitori. Per la stesura del progetto di Insegnamento della Religione Cattolica, si richiamano il documento del decennio 2010-2020 della C.E.I. “Educare alla Vita Buona del Vangelo” e l’INTESA tra STATO ITALIANO e C.E.I. della Chiesa Cattolica del giugno 2012 ed al (D.P.R. 11 febbraio 2010 pubblicato sulla G.U. del 07.05.2010 n. 105):

Tre sono gli O.S.A. (obiettivi specifici di apprendimento) della Religione Cattolica predisposti come guida ai “livelli essenziali di prestazioni”, per un I.R.C. ben inserito nella Scuola dell’Infanzia:

  • osservare il mondo che viene riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi come dono di Dio Creatore.
  • scoprire la persona di Gesù di Nazareth come viene presentata dai Vangeli e come viene celebrata nelle feste cristiane.
  • individuare i luoghi dell’incontro della comunità cristiana e le espressioni del comandamento evangelico dell’amore testimoniato dalla Chiesa.

GLI SPAZI

L’organizzazione degli spazi è un importante analizzatore ed organizzatore pedagogico. Si presentano accoglienti e ben organizzati, governati da regole chiare che tutelano la sicurezza dei bambini e danno punti di riferimento, da rispettare e conservare con ordine e stimolanti per fare esperienze di apprendimento.

UNO SPAZIO CHE PROMUOVE L’AUTONOMIA E FAVORISCE L’APPRENDIMENTO La consapevolezza dell’importanza della relazione che si costruisce tra individuo e ambiente ha portato ad interrogarsi sulle modalità con cui l’organizzazione degli spazi può favorire la fruizione autonoma di ambienti e materiali e la scelta di percorsi e modalità di apprendimento.

UNO SPAZIO CHE FAVORISCE LE RELAZIONI

L’organizzazione degli spazi educativi, in quanto elemento che interagisce dinamicamente con la qualità dei processi e delle relazioni, è oggetto di verifiche periodiche sia in riferimento alla coerenza con l’intenzionalità espressa in sede progettuale, sia in relazione all’utilizzo che ne fanno i bambini e ai significati che attribuiscono dell’ambiente.

CARATTERISTICHE STRUTTURALI DELLA SCUOLA

  • Ingresso con bacheca per eventuali comunicazioni
  • 3 sezioni eterogenee strutturate con centri d’interesse (angolo cucina, angolo lettura, angolo morbido, zona costruzioni …) e tavoli per le varie attività;
  • Salone polifunzionale diviso in zone, con materiali per attività psicomotoria e zona riposo
  • 2 bagni per i bambini;
  • 1 ufficio segreteria /direzione
  • Giardino e cortile con attrezzature ludiche
  • Cucina interna gestita da “Avendo Srl.” I pasti vengono preparati e cucinati direttamente nella cucina della scuola con materie prime biologiche. La società “Avendo Srl” si fa carico anche dei controlli igienico sanitari previsti dalla normativa vigente D.L. 155 e 156/1997 (HACCP)

IL TEMPO

La strutturazione della giornata scolastica è pensata per dare al bambino punti di riferimento sicuri e costanti, salvaguardare il suo benessere psico-fisico, proporre un armonico alternarsi di attività che richiedono una diversa intensità di impegno: attività libere e strutturate che permettono di fare e riflettere. L’orario dell’attività didattica è ripartito in cinque giorni settimanali tra le ore 9:00 e le ore 16:00 Sono attivi il servizio di pre scuola (7:30/9:00) e dopo scuola (16:00 /18:00).

Accoglienza: dalle ore 7,30 alle ore 9,00. I bambini vengono accolti in una sezione fino alle 8,30 per essere poi suddivisi nella sezione d’appartenenza. L’accoglienza può essere fatta anche da volontari.

Attività di routine: dalle 9.00 alle 10.00. I bambini con le loro insegnanti di sezione svolgono attività come il calendario, la conversazione, l’appello, la preghiera e la merenda.

Attività per gruppi di età omogenei: dalle 10.00 alle 11.15. I bambini divisi in gruppi omogenei (per età) affrontano attività specifiche che variano dall’attività motoria, dalla rappresentazione grafica, la manipolazione, ecc..

Riordino, igiene e preparazione al pranzo: dalle 11,15 alle 11,45 Pranzo in sezione con le insegnanti: dalle 11,45 alle 12,30

Uscita intermedia alle 12.45 alle 13.00. Chi lo desidera può ritirare il proprio bambino

Gioco libero dalle 12.30 alle 13.15. I bambini giocano liberamente in giardino se la giornata lo permette oppure in sezione nelle giornate più fredde

Riposo per i bambini di tre e 4 anni (piccoli e medi) dalle 13.15 alle 15.15

Attività strutturata dalle 14.00 alle 15.00.I bambini di 5 anni (grandi) svolgono varie attività: logico-­matematiche, alfabetizzazione emergente, giochi cooperativi…

Merenda dalle 15.15 alle 15.45 per tutti i bambini. Uscita dalle ore 16,00 alle ore 17,30.

É prevista l’uscita posticipata fino alle ore 18.00 per chi lo richiede.

CURA E GIOCO

“L’attenzione che ha cura ha la sua matrice generativa non solo nel riconoscimento del valore dell ’altro, ma anche nel sapere e nell’accettare che la necessitò prima è la necessità di bene ”

La cura è un’azione educativa che comprende gesti e parole che muovono le intenzioni di procurare beneficio all’altro. Per costruire una buona relazione con il bambino è necessario avere attenzione ai gesti, coinvolgimento nel fare, saper prestare ascolto empatico con il bambino. Nella relazione di cura lo sguardo dell’adulto non è un semplice guardare, ma un’intensa concentrazione sull’altro che sostiene la crescita emotiva del bambino.

Il bambino costruisce la propria identità attraverso la relazione con l’altro e l’interazione con le insegnanti. La scuola si prefigge di offrire attività ludiche di gruppo favorendo il gioco spontaneo, simbolico, cooperativo e strutturato per favorire nei bambini l’autonomia, il confronto e la collaborazione. Attraverso il gioco il bambino misura la propria individualità con il gruppo e può esprimere e conoscere le sue abilità.

Nella nostra scuola, come modalità di organizzazione delle attività, viene utilizzata anche la modalità del laboratorio, termine che rimanda ad una polivalenza di significati: fa pensare all’idea del lavoro, ma anche alla capacità di agire per pensare e di pensare agendo. Attraverso il laboratorio il bambino: agisce, pensa, riprogetta facendo.

Inoltre, in periodi specifici dell’anno, al mattino o/e al pomeriggio, si svolgono attività di laboratorio per bambini di età omogenea, anche avvalendosi del supporto di specialisti esterni.

  • laboratori variano di anno in anno in quanto vengono definiti all’inizio dell’anno educativo sulla base dei bisogni specifici dei bambini e delle risorse economiche.

Nel corrente anno abbiamo attivato i seguenti laboratori:

ATTIVITÀ’ MOTORIA

La finalità di questa attività consente al bambino la sperimentazione e il potenziamento degli schemi motori di base e lo sviluppo dello schema corporeo attraverso il gioco strutturato.

PSICOMOTRICITÀ’

  • precorso di psicomotricità favorisce l’espressione delle emozioni attraverso il movimento spontaneo del bambino. Lo spazio, il tempo e i materiali sono uno strumento che permette l’azione e l’evoluzione del bambino. L’adulto sostiene, riconosce e conferma la relazione affettiva attraverso il gioco simbolico e senso­motorio e fa da garante per il rispetto delle regole. Nel piacere di agire il bambino costruisce la sua identità, riconosce le proprie emozioni in relazione con i pari e con l’adulto autorevole che gioca per e con i bambini.

LINGUA INGLESE

Il bambino, attraverso il gioco e l’attività strutturata, è messo nelle condizioni di accostarsi alla musicalità e al significato della lingua straniera. L’approccio esclusivamente ludico è caratterizzato da autenticità linguistica e mira a promuovere partecipazione e creatività.

TEATRO

Il palcoscenico è un luogo che prende forma insieme alla fantasia dei bambini, dove le storie prendono vita e dove ogni bambino può raccontare la sua storia.

Prendere confidenza con uno spazio grande, dove si ride, si piange, si salta, si sta fermi, dove a volte si è soli e a volte in gruppo, dove si fa finta di fare qualcun altro per imparare e riconoscere sé stessi.

Uno spazio dove si crea, si osserva, si ascolta l’emozione individuale e del gruppo.

Le finalità di questo progetto sono quelle di vivere il tempo del palcoscenico con una modalità flessibile e

rilassata, ma continuativa, per interiorizzare al meglio tutte le esperienze, per riconoscere, accettare e condividere tutte le emozioni, rispettando le fasi evolutive dei bambini.

Il teatro ci permetterà di vivere e rappresentare ambientazioni storiche da poter collegare alla realtà dei bambini.

“Le arti dello spettacolo, dunque, data la loro rilevanza pedagogica, se utilizzate in funzione didattico- educativa, sono tanto più efficaci quanto più le scuole saranno consapevoli delle ragioni di questa scelta rispetto all’evoluzione storica e ai nuovi bisogni educativi.

  • ragazzi, oggi più che mai, hanno bisogno di scoprire e condividere valori e di interagire con i coetanei e con gli adulti, e hanno altresì bisogno di sentire gli altri, anche se diversi, come una risorsa. Un sentire, questo, possibile se essi accolgono e riconoscono le differenze e le specificità dell’altro, in termini di cultura, censo, religione…

Si tratta di uno spazio educativo che deve essere opportunamente costruito e valorizzato.”[1] DANZA CREATIVA

La danza come arte del movimento possiede una grande valenza, non solo artistica, ma anche educativo – formativa e permette di contemplare la persona nella sua unità bio-psico-spirituale in direzione di una continua crescita individuale, aperta alla relazione con gli altri e con il mondo.

L’incontro del bambino con il movimento avviene in forma di gioco, ritmo, abilità motorie, in armonia tra libertà e regole.

FINALITA’: Comunicare attraverso il linguaggio del corpo in movimento come espressione di sé:

IL CORPO FISICO. Struttura corporea, abilità motorie, osservazione ed imitazione, il corpo e i sensi, il corpo e i limiti, corpo creativo

IL CORPO IN MOVIMENTO. Tempo ritmo melodia, il corpo nello spazio, il peso, i disegni e le forme, qualità dinamiche, movimento creativo

IL CORPO SOCIALE. L’incontro con l’altro ed il mondo, unicità e diversità, assieme complementarietà e cooperazione

IL CORPO AFFETTIVO. Il movimento interiore, l’incontro con le proprie emozioni

IL CORPO SIMBOLICO. Corpo e movimento come strumenti per la rappresentazione simbolica del mondo

esterno ed interno in continuo dialogo tra loro.

BIBLIOTECA

É uno spazio pensato, all’interno della sezione per la lettura e per la scelta di un libro che si può portare a casa e leggere con mamma e papà. Questo è l’obiettivo fondamentale che si prefigge questo laboratorio.

Per i bambini ascoltare una storia, scegliere un libro diventa un rito piacevole che accompagna la sua crescita emozionale.

Ecco perché una volta alla settimana i bambini potranno scegliere un libro della scuola da portare a casa e da riportare a scuola la settimana successiva.

In questo tempo si vuole favorire l’incontro e il dialogo fra genitori e figli che con lo strumento libro può rafforzare il piacere di stare insieme, la condivisione di emozioni e per favorire l’immaginazione dei bambini aiutandoli a vivere la propria realtà.

ALFABETIZZAZIONE

Con la metodologia utilizzata in questo progetto ci si propone di favorire lo sviluppo della conoscenza della lingua italiana in forma orale e scritta considerando il vissuto esperienziale dei bambini, le conoscenze già acquisite, la condivisione nel gruppo, attraverso la relazione con i coetanei e con gli adulti, delle loro competenze linguistiche rispettando i tempi evolutivi individuali.

Proposte:

  • giochi metafonologici e metacognitivi per la gestione e la manipolazione delle parole.
  • scrittura spontanea e confronto degli elaborati personali che si modificano nei mesi
  • giochi cooperativi per aiutare i bambini a conoscersi e ad apprezzare le qualità personali ed acquisire

sicurezza. Il sentirsi valorizzato permette al bambino di essere, nelle situazioni    di conflitto, meno

distruttivo e più disponibile alla ricerca di soluzioni.

  • un pacchetto di segni e disegni, uno strumento finalizzato all’esplorazione delle abilità   grafiche dei

bambini, proponibile in una situazione educativa comunitaria.

USCITE DIDATTICHE

Vengono programmate dal Collegio Docenti nella programmazione didattica.

Il calendario scolastico

La scuola apre il 06 settembre e chiude il 29 giugno e la chiusura per le festività è conforme a quanto indicato nel calendario approvato dalla Regione Emilia Romagna, con delibera 353/2012 del 26/03/2012 e dal Consiglio della Scuola:

  • 4 ottobre, festa del Santo Patrono
  • 1 novembre, festa di Tutti i Santi
  • 2 novembre commemorazione dei defunti
  • 8 dicembre Immacolata Concezione

Vacanze natalizie: da 25 dicembre 2017 a sabato 6 gennaio 2018 compresi (si rientra a scuola Lunedì 8 gennaio);

Vacanze pasquali: da giovedì 29 marzo 2018 a martedì 3 aprile 2018 compresi (si rientra a scuola mercoledì 4 aprile);

Mercoledì 25 aprile, anniversario della Liberazione Lunedì 30 aprile e martedì 01 maggio, ponte e festa del lavoro

Contribuzione economica

La retta di frequenza per l’anno scolastico 2017/2018 è di euro 2.100,00 così suddivisa: al momento dell’iscrizione la quota da versare è di euro 200,00 e da settembre 2017 a giugno 2018 la retta sarà di euro

  • (centonovanta/00) al mese.

Le famiglie che usufruiscono del prolungamento di orario scolastico viene richiesto un contributo mensile pari ad euro 10,00

in caso d’iscrizione di 2 fratelli uno ha lo sconto di euro 200,00 (quota d’iscrizione) e di euro 20 mensili sulla retta di frequenza, per un totale annuo di euro 400,00,

per chi ha un reddito ISEE inferiore o uguale a 10.000,00 euro viene eseguita una riduzione del 20%, da

  • a 18.000,00 euro viene applicata una riduzione del 15% e per chi ha un reddito ISEE da
  • a 20.000,00 la riduzione è pari al 10%. Rispetto all’anno in corso, ai fini della determinazione dell’agevolazione, è da considerare l’ISEE di entrambi i genitori nel caso in cui siano non coniugati o non compresi nello stesso nucleo anagrafico. Per il genitore che risulta risiedere altrove rispetto a quello che vive con il figlio e nel suo nucleo anagrafico sono presenti altre persone, sarà considerato l’ISEE estrapolato del genitore del bambino.

Il costo del pasto giornaliero è di euro 6,00.

L’organizzazione del personale e la valorizzazione delle competenze

La coordinatrice pedagogico-didattica

La Coordinatrice pedagogico-didattica è la persona che coordina le attività didattiche, insieme alla coordinatrice gestionale esercita e consolida un ruolo di raccordo tra la dirigenza e gli operatori scolastici, allo scopo di condividere ed attuare la Proposta Educativa della scuola ed ottenere i risultati attesi ed esplicitamente dichiarati nel Piano dell’Offerta Formativa.

Tale funzione può essere formalmente trasferita dal legale rappresentante con delega piena e rappresentativa ad una insegnante o ad altra persona di fiducia, purché in possesso dei titoli previsti per legge, di acquisita capacità didattica, spiccata mediazione relazionale ed interpersonale.

La coordinatrice gestionale e la segreteria La coordinatrice gestionale della nostra scuola:

  • mantiene un dialogo costante con il gestore e la FISM Bologna
  • collabora con il gestore per quanto riguarda la gestione amministrativa e finanziaria
  • aderisce a corsi di aggiornamento
  • partecipa attivamente alle assemblee con i genitori
  • insieme alla coordinatrice didattica esercita e consolida un ruolo di raccordo tra la dirigenza e tutto il personale della scuola.
  • si occupa in accordo con il gestore, della gestione del personale
  • comunica eventuali circolari ministeriali al personale docente, alla Coordinatrice e al Legale Rappresentante

La segretaria della nostra scuola:

  • provvede alle iscrizioni degli alunni
  • prepara certificati di frequenza
  • si occupa della preparazione dei decreti di nomina delle insegnanti
  • prepara i certificati di servizio
  • iscrive le insegnanti e il personale ausiliario ai corsi di aggiornamento sia didattici, sia per la sicurezza (primo soccorso, manipolazione alimenti, antincendio ecc.)
  • riceve l’utenza in determinati orari sia personalmente sia telefonicamente Le insegnanti

L’insegnante della scuola dell’infanzia è una professionista colta, sensibile, riflessiva, ricercatrice, progettista, che opera nella prospettiva dello sviluppo professionale continuo (dovere di miglioramento). Possiede titoli di studio specifici, competenze psico-pedagogiche ed opera col principio dell’essere insegnante” e non del “fare ’insegnante”.

La scuola richiede al docente di essere un professionista dell’insegnamento e quindi di uscire dall’ottica di un lavoro di routine, aprendosi a confronti e aggiornamenti continui, considerando il rapido evolversi della società e delle normative, partecipando ai corsi di formazione. È indispensabile rendere significative, sistematiche, complesse e motivanti le attività didattiche attraverso una progettazione flessibile, che implica decisioni rispetto a obiettivi, aree di conoscenza, metodi didattici.

Il personale docente a tempo indeterminato presente nella nostra scuola è composto da:

  • 3 insegnanti di sezione a tempo pieno
  • 1 insegnante di supporto a tempo pieno
  • 1 insegnante / coordinatrice didattica

Formazione del personale docente

L’aggiornamento professionale e le attività di formazione sono elementi di qualità della nostra Offerta Formativa: forniscono ai docenti strumenti culturali e scientifici per supportare la sperimentazione, la ricerca-azione, l’innovazione didattica favorendo la costruzione dell’identità dell’Istituzione scolastica.

Il piano di formazione-aggiornamento, per il triennio 2016-2019 sulla base delle direttive ministeriali, degli obiettivi del PTOF, dei risultati dell’Autovalutazione di Istituto e del Piano di Miglioramento, tiene conto dei seguenti elementi:

  • il bisogno, espresso dai docenti, di rafforzare le competenze progettuali, valutative, organizzative, pedagogiche e relazionali, per affrontare i cambiamenti che la società propone;
  • l’esigenza di conoscere l’evoluzione del quadro normativo;
  • l’attenzione alla sicurezza e alla salute nell’ambiente di lavoro;
  • la necessità di implementare la relazione con le famiglie, il territorio e i referenti istituzionali, con particolare riferimento a specifiche problematiche, all’handicap e alle difficoltà di apprendimento.

Il piano di aggiornamento prevede l’adesione a corsi organizzati dalla Fism, dal MIUR, dall’USR ed enti territoriali, ma si avvale anche delle risorse e delle competenze interne, proponendo la condivisione e l’apertura al confronto quali modalità ricorrenti del lavoro collegiale

Personale ausiliario

Il personale ausiliario è composto da un’inserviente che provvede alla pulizia della scuola durante l’orario scolastico, è di supporto alle insegnanti in determinati momenti (momento del pasto, post scuola, uscita pomeridiana, organizzazione feste, ecc.). Ha l’obbligo di partecipare ai corsi di aggiornamento inerenti la manipolazione degli alimenti e della sicurezza.

Formazione del personale ausiliario e amministrativo

Il personale ausiliario e amministrativo è tenuto ad aggiornarsi periodicamente per garantire una certa qualità dell’offerta scolastica.

Entrambe le figure aderiscono a corsi di aggiornamento specifici:

  • Corsi su sicurezza, antincendio e manipolazione degli alimenti (personale ausiliario)

Corsi di aggiornamento su normative scolastiche, sicurezza e sull’uso di nuovi software indetti dalla Fism

ALLEANZA SCUOLA INFANZIA E FAMIGLIA

Nella scuola dell’infanzia più che in qualsiasi grado di scuola risulta necessaria e irrinunciabile la condivisione, la collaborazione e la cooperazione della proposta educativa con la famiglia.

Sono queste le condizioni essenziali per sviluppare le potenzialità di ogni bambino.

La famiglia è la sede primaria dell’educazione dei propri figli, è l’ambiente dove il bambino impara a vivere e a stare di fronte alla realtà.

All’ingresso nella scuola dell’infanzia ogni bambino porta una sua storia personale che gli consente di possedere un patrimonio di conoscenze e atteggiamenti. Risulta fondamentale costruire una continuità educativa e un’alleanza con la famiglia, condividendo le finalità ed il progetto educativo e al tempo stesso, attuare e valorizzare la divisione dei compiti senza creare separazioni.

Per la crescita di ogni singolo bambino e per la buona riuscita del progetto educativo, la nostra scuola offre e chiede collaborazione con la famiglia e promuovendo incontri atti a facilitare la conoscenza reciproca.

  • MOMENTI DI FESTA organizzati ed allestiti nella nostra scuola e le ricorrenze annuali richiamano momenti significativi, che riportano alla identità della nostra realtà educativa e sono per i bambini esperienze importanti per rafforzare il sentimento di appartenenza, consolidare le relazioni interpersonali ed evidenziare l’identità di ciascuno. Inoltre, sono anche occasioni per coinvolgere i genitori, promuovendo uno spirito di collaborazione e di rete tra di loro, e per condividere esperienze di gioia, di serenità, di solidarietà, di collaborazione, di divertimento tra i bambini, e tra bambini e adulti.

Nella nostra scuola i momenti più significativi e di festa sono:

  • FESTA DELL’ACCOGLIENZA per i bambini nuovi iscritti
  • FESTA DEI NONNI
  • FESTA DEL SANTO NATALE
  • FESTA DI CARNEVALE
  • FESTA DEL PAPA’
  • FESTA DELLA MAMMA
  • FESTA DI FINE ANNO E CONSEGNA DEI DIPLOMI
  • GITA CON I GENITORI
L’OPEN DAY

Sono previste 2 mattinate, nel periodo tra dicembre e gennaio, precedentemente alla data prevista per le iscrizioni, di scuola aperta alla comunità, per conoscerne la proposta educativa, la struttura e le risorse umane. In quell’occasione, chi lo desidera, potrà fare l’iscrizione alla nostra scuola.

Il PRIMO COLLOQUIO INDIVIDUALE

Consapevoli che ogni bambino ha una storia personale profonda e significativa, le docenti incontrano i genitori entro i primi giorni di settembre per meglio conoscere nello specifico il bambino, aiutati dal documento di passaggio fornito dal nido.

Nel mese di giugno precedente all’inizio della frequenza si tiene un’assemblea con tutti i genitori dei bambini nuovi iscritti per incominciare a conoscersi e per comunicare le date dei colloqui individuali.

La scuola propone ai genitori durante il corso d’anno scolastico , delle date per i colloqui individuali nei quali rilevare le conquiste, le eventuali difficoltà e i passi da compiere. In caso di bisogno è possibile richiedere un colloquio individuale con l’insegnante di sezione.

L’ISCRIZIONE Di BAMBINI ANTICIPATARI

Il MIUR, salvo diverse indicazioni con propria circolare sulle iscrizioni, consente, ove non vi siano bambini in età 3-6 in lista di attesa e posti disponibili, di accogliere anche le iscrizioni di bambini che compiano i 3 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.

ASSEMBLEE DEI GENITORI

Assemblea generale.

L’assemblea è composta dai genitori degli alunni della scuola ed è presieduta dal Gestore della scuola o da un suo delegato. Essa è convocata almeno una volta l’anno entro il mese di ottobre, e ogniqualvolta specifiche esigenze lo richiedano, per:

  • presentare il PTOF della scuola;
  • presentare la programmazione educativa e didattica annuale;
  • informare sulle note organizzative della scuola: orari, refezione, tabella dietetica, controllo sanitario preventivo, assenze, rette, iniziative scolastiche ed extra-scolastiche;
  • recepire proposte per il miglioramento della qualità del servizio e dell’offerta formativa;
  • nominare i rappresentanti dei genitori che annualmente faranno parte del   Consiglio d’intersezione.

Assemblea di sezione.

Durante l’anno vengono fatte 2 assemblee di sezione che sono formate dall’insegnante, dai genitori dei bambini/e di ciascuna sezione e dalla coordinatrice. Sono convocate dall’insegnante in comune accordo con la coordinatrice o dalla coordinatrice stessa. Può essere convocata anche da un rappresentante di sezione, previo accordo con la direzione.

Gli obiettivi sono:

  • favorire i rapporti tra i genitori e l’insegnante;
  • formulare al Collegio Docenti proposte in ordine all’azione educativa e didattica
  • proporre iniziative per il miglioramento della qualità della scuola;
  • prendere conoscenza del lavoro svolto nell’anno e dei risultati conseguiti.
COLLEGIO DOCENTI

E’ formato da tutte le docenti della scuola e dalle educatrici di sostegno, convocato e presieduto dalla Coordinatrice, si riunisce una volta alla settimana in orario extrascolastico, per l’elaborazione della programmazione annuale e la valutazione della stessa, per la revisione del PTOF, per esaminare i casi di alunni in difficoltà, scegliere i piani di formazione, elaborare il calendario delle attività extracurricolari, formulare ipotesi e idee da presentare al gestore, per stabilire e mantenere contatti con il territorio. In alcuni collegi vi è la presenza della coordinatrice pedagogica della FISM di Bologna che svolge una funzione atta a garantire la formazione in servizio, adeguati processi di verifica del percorso formativo e collegamento con altre istituzioni formative all’interno della rete FISM o presenti sul territorio. Secondo le necessità individuate dal collegio docenti, la coordinatrice pedagogica FISM, può essere chiamata a sostenere il lavoro delle insegnanti attraverso delle osservazioni in scuola che possono riguardare osservazione degli spazi, delle modalità di intervento, osservazione della sezione e delle dinamiche relazionali.

É redatto un verbale per ogni incontro del collegio docenti.

CONSIGLIO DI INTERSEZIONE

É formato dalle insegnanti di tutte le sezioni e da un rappresentante dei genitori per ciascuna sezione: i rappresentanti sono eletti dalle rispettive assemblee di genitori durante il primo mese dell’anno scolastico.

Il consiglio d’intersezione, è un organo propositivo e consultivo; dura in carica un anno ed i rappresentanti dei genitori sono rieleggibili finché hanno figli frequentanti la scuola.

É convocato e presieduto dalla Coordinatrice della scuola.

Si riunisce nella scuola almeno 2 volte all’anno e ogni altra volta che ve ne sia la richiesta.

Le sue competenze comprendono:

  • formulare al Collegio docenti proposte concernenti l’azione didattica ed educativa, nonché innovazioni utili per ampliare e migliorare l’offerta formativa della scuola;
  • avanzare proposte atte a migliorare l’organizzazione scolastica e l’utilizzo razionale degli spazi;
  • ipotizzare il potenziamento e/o la miglioria di strumenti, materiali e attrezzature in vista del conseguimento degli obiettivi e delle finalità che la scuola si propone;
  • promuovere in generale la collaborazione scuola-famiglia e, in particolare, nelle occasioni coincidenti con ricorrenze, manifestazioni, eventi organizzati atti ad avvicinare la scuola al mondo esterno;
  • esprimere il proprio parere su questioni che siano prospettate dall’organo di gestione.

L’osservazione continua, occasionale e sistematica consente di valutare le esigenze del bambino e di riequilibrare via via le proposte educative e i progetti in base ai ritmi di sviluppo e agli stili di apprendimento di ognuno.

La valutazione è intesa, principalmente come un supporto alla progettazione e prevede dei momenti iniziali, dei momenti intermedi e dei bilanci finali che consentono di analizzare e comprendere i percorsi dei bambini della nostra scuola.

L’osservazione quotidiana, la documentazione, il confronto e la narrazione consentono di descrivere l’esperienza scolastica mettendo in evidenza i processi che hanno portato il bambino alla maturazione delle competenze e i traguardi raggiunti in riferimento alle finalità.

Le osservazioni dei bambini vengono condivise periodicamente dalle docenti, in sede di collegio docenti.

La scuola dell’infanzia Benedetto XV dall’a.s. 2012/13, in un’ottica di autovalutazione e di miglioramento continuo, tiene monitorati, valuta e analizza tutti i processi utilizzando come strumento di auto ed eterovalutazione della qualità educativa, il Ri.Qua (Riflessione Qualità) in collaborazione con la Fism di Bologna. L’utilizzo di questo strumento dà vita ad un processo di continuo ripensamento che già in passato ha permesso e tutt’ora permette, di rilevare i punti di forza e i punti deboli e le eventuali azioni di miglioramento da intraprendere.

Inoltre dall’anno scolastico 2017/2018 la scuola dell’Infanzia sta lavorando sulla riflessione e stesura del RAV INFANZIA.

LA DOCUMENTAZIONE

La scuola dell’infanzia “Benedetto XV” riconosce l’importanza di un’adeguata documentazione sia del percorso formativo sviluppato da ciascun bambino, sia della documentazione educativa relativa ai singoli progetti realizzati. La documentazione costituisce uno strumento utile per qualità dell’azione educativa, allo scopo di aiutare a non perderne memoria, a ricordare a distanza, a riconoscere il divenire del tempo, a individuare nelle tracce del passato le linee per il futuro. Gli strumenti che vengono utilizzati sono: diario personale, album fotografici, cartelloni, power point.

PROGETTI DI CONTINUITÀ EDUCATIVA: NIDO – SCUOLA INFANZIA – SCUOLA PRIMARIA L’identità culturale del bambino, che la scuola dell’infanzia è chiamata ad assumere come dato fondamentale di riferimento della sua progettualità, è composta da un complesso intreccio di influenze.

Ciò esige, da parte della scuola, la capacità di porsi in continuità e in complementarità con le esperienze che il bambino compie nei suoi vari ambiti di vita, mediandole culturalmente e collocandole in una prospettiva di sviluppo educativo. Occorre, pertanto, prevedere un sistema di rapporti interattivi tra il servizio nido e la scuola primaria per condividere stili educativi.

Per accompagnare il bambino dall’asilo nido alla scuola dell’infanzia viene stilato un progetto che prevede:

  • Visita dei bambini del nido alla Scuola dell’Infanzia:
  • Colloquio con le Educatrici del nido per uno scambio di informazioni circa la storia del bambino e consegna del documento di passaggio.

Per favorire il passaggio dei bambini della Scuola dell’Infanzia alla Scuola Primaria, la nostra scuola prevede:

  • Momenti di dialogo tra docenti delle due istituzioni.
  • Visita dei bambini della scuola dell’infanzia alla Scuola Primaria
  • Passaggio di informazioni relative al bambino tramite incontri programmati. In tali incontri le docenti della Scuola dell’Infanzia consegnano il documento di passaggio del bambino alle docenti della Scuola Primaria.

Il  collegio Docenti propone ed il gestore approva il presente PIANO TRIENNALE OFFERTA FORMATIVA (PTOF) per gli anni scolastici 2016-2019 redatto ai sensi della Legge 107/2015 per la Scuola dell’Infanzia paritaria “Benedetto XV”.

Proposto e riscontrato dal Collegio Docenti il 06 novembre 2017.

Presentato al Consiglio di gestione il 08 novembre 2017.

Tenuto conto che il documento è suscettibile di eventuali modifiche in itinere, che saranno tempestivamente comunicate a tutti gli utenti.

Il  presente documento viene adottato da questa Scuola dell’Infanzia.

Bologna, 06 novembre 2017

Il  Legale rappresentante

Il  Collegio docenti/educatrici

La Coordinatrice pedagogico-didattica La Coordinatrice gestionale